Dati tecnici:

L’Olympia è un olio su tela realizzato da Manet nel 1863 e oggi conservato a Parigi, presso il Museo d’Orsay.

Descrizione dell’opera:

La tela vede la raffigurazione di una donna semisdraiata su un letto affiancata a destra da una domestica che le porge un mazzo di fiori. La protagonista del dipinto, Olympia, guarda lo spettatore con uno sguardo vuoto e distaccato, privo dell’eleganza dei modelli classici ai quali l’artista deve essersi ispirato per la realizzazione dell’opera. La tela, presentata al Salon due anni dopo la sua realizzazione, nel 1865, fu aspramente criticata perché ritenuta volgare ed estranea ai canoni classici. Infatti l’ Olympia di Manet è una prostituta che attende, nella sua abitazione, il prossimo cliente in una posizione sfacciatamente provocatoria, con la mano sinistra che copre il basso ventre. Gli stessi fiori che le porge la domestica dovevano essere un dono di uno degli ammiratori che presto avrebbe varcato la soglia della stanza. Ad accompagnare le due figure femminili è un gatto nero, nell’estremità destra della tavola che sembra emulare il cane dipinto da Tiziano nella sua ”Venere di Urbino” (figura 1), ma se nell’opera dell’artista veneto quello esprimeva simbolicamente il valore della fedeltà coniugale, l’animale introdotto da Manet in quest’opera, non si fa portavoce di alcun valore e anzi appare sgraziato nella sua posizione.

Figura 1: dettagli animali domestici a confronto (Venere di Urbino di Tiziano e Olympia di Manet).

Caratteristiche del periodo:

Come opera pre-impressionista la tela si fa anticipatrice di alcuni caratteri che saranno propri dell’intera produzione impressionista, fra questi la presentazione di una tematica nuova,  quella di una donna ritratta in un’azione naturale, propria della sfera della sua vita quotidiana.
Pre-impressionista anche la scelta di non utilizzare una prospettiva scientifica ne la tecnica del chiaro scuro, conferendo alla rappresentazione una parvenza bidimensionale. Compare per la prima volta un evidente accostamento di colori complementare (si notino il verde e il rosso sullo sfondo, così come le note azzurrognole del lenzuolo in contrasto con il tono aranciato della coperta) che saranno un altro elemento chiave del linguaggio impressionista.

Caratteristiche dell’artista:

Del pittore si riconosce il forte condizionamento di modelli classici (si pensi ad esempio alla Venere di Urbino di Tiziano, alla Grande Odalisca di Ingres o alle stesse Maje di Goya, (figura 2) ) reinterpretati però con un linguaggio nuovo che non ritrova nella figura femminile una divinità, bensì una prostituta che perde la sinuosità e la grazia e che, per questo, subisce il disprezzo della critica.
In questo primo periodo di realizzazione Manet conserva ancora una linea di contorno nitida che definisce i corpi e gli oggetti, iniziando a sperimentare i forti contrasti cromatici che saranno tipici del suo linguaggio pittorico. Un altro elemento proprio dell’arte di Manet è la fisionomia del volto della protagonista che appare distaccato e inespressivo.
L’elemento che più di tutti si fa anticipatore di un nuovo modo di dipingere è il mazzo di fiori cinto dalla domestica che viene reso secondo tocchi di colore giustapposti fra loro incoerenti e disordinati ma che nella visione d’insieme acquistano profondo realismo.

Studio compositivo:

In riferimento allo studio competitivo Manet definisce una ordinata scansione dello spazio resa mediante la parete di fondo. La porzione di sinistra, nella quale domina un tono molto caldo, sottolinea la figura di Olympia, mentre sulla destra in corrispondenza della porzione dipinta di verde viene sottolineata la figura della domestica.