Dati tecnici

La morte di Marat è un olio su tela realizzato da Edvard Munch nel 1907. Oggi il capolavoro è conservato presso il Munch museum di Oslo e risulta essere una manifestazione artistica dell’Espressionismo norvegese.

 

Descrizione dell’opera

La tela offre la raffigurazione di un episodio di storia, la morte di Marat, già raffigurato a livello pittorico da numerosi artisti romantici e, nel periodo neoclassico, nella sua più celebre realizzazione da David. In questo caso una tematica già trattata acquista note assolutamente nuove, perché contestualizzata in un periodo artistico innovativo di cui Munch è uno dei massimi riferimenti. Nella tela è possibile identificare la figura femminile che, secondo l’iconografia, sarebbe Charlotte Cordè, donna che uccise Marat in maniera spietata. La protagonista femminile è rappresentata stante nella porzione di destra della tela, mentre sulla sinistra, in un letto pieno di sangue, giace Marat. L’episodio storico infatti vede la morte di Marat (giacobino), per mano di un avversaria girondina che, fingendo di essere pronta a giungere a un accordo pacifico lo pugnale alle spalle. La donna che in quest’opera è ritratta nuda, stante, con lunghi capelli rossi sarebbe in realtà una donna amata dall’artista, Tulla Larsen, con la quale dovette troncare la relazione nel 1902, cinque anni prima della realizzazione di quest’opera. La tela allude alla violenta fine del rapporto tra i due che culminò con una ferita del pittore in corrispondenza della mano e che viene vissuta con profonda sofferenza e agonia dall’artista che, in quest’opera, traduce quelle sensazioni in chiave pittorica, proponendo al fruitore la figura di una donna amata che diviene carnefice, autoritraendosi come vittima, in una posizione che ricorda la classica iconografia di Gesù in croce. La tela propone un ambientazione spoglia, connotata unicamente da un tavolo ligneo che, sulla destra, ospita la raffigurazione di una natura morta.

Caratteristiche dell’artista:

In quest’opera la mano di Edvard Munch si riconosce per diversi aspetti. Coerentemente alla tradizione pittorica dell’artista il dipinto presenta una massiccia componente autobiografica, inoltre  la formazione accademica dell’artista, presso la scuola reale di Oslo, determina un inevitabile condizionamento dell’arte classica che in questo caso emerge non solo per la scena propria dell’iconografia tradizionale, ma anche per la posizione in cui l’artista si autoritrae che allude a quella del Cristo morto. La stesura del colore a tratti vorticosi mutuata da Van Gogh, ma proposta in colori ancora  più acidi e carichi dal punto di vista cromatico, è un altro stilema tipico dell’arte di Munch. La realtà viene deformata secondo linee che assumono caratteri diversi, in basso a sinistra le line dai toni rossi e caldi ricordano quelle del cielo del Grido, mentre nella porzione superiore la realtà deformata rende manifeste delle gocce di sangue che sembrano cadere in corrispondenza del corpo di Marat.

Caratteristiche del periodo

Le caratteristiche dell’espressionismo emergono con violenza da quest’opera che si configura come la traduzione pittorica della sofferenza dell’artista intimamente nutrita nel frangente della separazione con la donna amata. Con l’espressionismo- come evincibile da quest’opera- tramonta la tradizione di oggettiva mimesi della realtà. Gli artisti, non partendo più dalla realtà esterna per le loro opere, assumono come punto di partenza le sensazioni intimamente provate, di disagio, di sofferenza, di angoscia e di solitudine, proponendole su tela senza alcun tipo di filtro, in quella che è  una rappresentazione pittorica istintiva, con l’accavallarsi di tratti irregolari e violenti che creano un’immagine deformata della realtà, la cui deformazione è amplificata dall’utilizzo di colori violenti, acidi, corrosivi.

Studio compositivo

La composizione sembra essere divisa in due porzioni dalla verticale figura femminile, nella porzione di sinistra  predominano colori caldi, toni dal rosso all’arancione, allusione al sangue, alla sofferenza e alla morte che si addensano in corrispondenza della vittima, mentre nella porzione di destra aldilà della figura femminile i colori sono più cupi e tendono a colori più freddi, quale il verde.